Topic: News

Tutti i materiali del Web Economy Festival

I materiali sono in continuo aggiornamento! Ora trovate già le slide e una breve bio per ogni relatore. A breve caricheremo anche i video degli interventi.

DAY 1

WEF è VISIONE

Apertura: Michalis Vafopoulos professore di Web Science all’Università Tecnica Nazionale di Atene, Grecia. (slide)

Testimonianze: Pietro Zanarini, direttore del settore Information Society.

Panel Banda larga e ultra larga, servizi ICT, opportunità per le imprese: Le Camere di Commercio romagnole per l’innovazione digitale. (Slide)

Panel Web Economy e cultura digitale: Cristiano Radaelli, Vice Presidente di Confindustria Digitale, Luigi Tommasini, Senior Partner del Fondo Italiano d’Investimento SGR SpA, Andrea Di Benedetto, Vice Presidente di CNA Nazionale, Maria Grazia Mattei, Digital Economy Advisor per la Camera di Commercio di Milano e vicepresidente della associazione Assintel Digitale.

WEF è DISTRUZIONE CREATIVA

Apertura: Giulio Sapelli, professore ordinario di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Milano (intervento), Stefano Lucarelli, ricercatore di Economia Politica presso il Dipartimento di Scienze Aziendali, Economiche e Metodi Quantitativi dell’Università di Bergamo (slide).

Testimonianze: Massimo Chiriatti IBM Italia e Client Technical Manager (slide) Stefano Pepe, Business Development Management in IQUII Srl (slide) e Vincenzo Moretti, ideatore di Le vie del lavoro, promossa da Fondazione Ahref e Fondazione Giuseppe Di Vittorio.

Sessione Maieutica: Remo Lucchi Presidente Onorario GfK Eurisko (slide)

EVENTI COLLATERALI

Barcamp Speed Date: Le startup incontrano Nava Swersky Sofer, venture capitalist e fondatrice e Presidente dell’International Commercialization Alliance.

WEF LAB: imparare a crescere Lo chiamavano Telemarketing con Rita Guerrini fondatrice di Assistant Srl, telecontatto aziendale e progetti innovativi di direct marketing (slide)

WEF LAB: imparare a crescere Turismo online: vendere camere e guadagnarici con Robi Veltroni, consulente tecnico-commerciale per incoming, vendita turistica e gestione alberghiera. Founder del blog “Officina Turistica” (slide)

WEF LAB: imparare a crescere Impresa Up: strategie di Marketing, controllo dei processi e finanza di’impresa con Raffaella Spadoni, ingegnere e lavora da 28 anni nel campo dell’Information Technology e Giuseppe Pino, consulenza di direzione, Venture Capital e Private Equity.

DAY 2

WEF è START UP

Apertura: Nava Swersky Sofer (slide)

Testimonianze: Gianluca Dettori, Internet e Venture capital tecnologico,  Anna Tampieri, Scientific Advisor per la Commissione Europea e consulente scientifico al Ministero dello Sviluppo Economico del Governo italiano, Luigi Capello, docente di Enterpreneurship & Venture Capital all’Università LUISS Carlo Guidi di Roma, Mirko Lalli, founder e CEO di Travel Appeal, ha collaborato all’ideazione e alla realizzazione di BTO – Buy Tourism Online,  Giovanni Frera co-fondatore di Bewe, una startup innovativa con uffici a Milano e Londra (slide), Gionata Mettifogo, mente dietro il lancio di ben 4 startup di successo e di diversi progetti innovativi in aziende sia europee che statunitensi.

Panel Finanza d’Impresa per l’innovazione: Paolo Cellini, professore a contratto all’Università LUISS Carlo Guidi di Roma dove insegna Marketing strategico, Marketing dei servizi e Internet Economics,  Angelo Deiana, Presidente CONFASSOCIAZIONI e ANPIB, Ass. Naz. Private & Investment Bankers, Manuela Cavallo Presidente della commissione M&A di AIJA (Association Internationale des Jeunes Avocats), e Vice Presidente di European Professional Women’s Network di Roma (slide).

Sessione Maieutica: Massimiliano Magrini, membro della task force del Ministero dello sviluppo economico che si occupa di individuare le misure da attuare per creare in Italia un ambiente favorevole alle start up innovative.

WEF è RIGENERAZIONE DI IMPRESE TRADIZIONALI

Apertura: Francesco Sacco, Collabora con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sui temi legati alle reti in fibra ottica ed è co-autore del progetto di cablatura in fibra della Lombardia, uno dei maggiori in Europa.

Testimonianze – Made in Italy e Web: Stefano Micelli membro del Comitato Scientifico delle riviste scientifiche l’Industria e Economia e Società Regionale (slide), Gianluca Mei Premio Web Italia alla carriera per il contributo all’economia digitale italiana (slide), Stefania Milo, Presidente nazionale CNA Giovani imprenditori.

Panel Web Economy, conviene? Gabriele Nicolini, Direttore Generale InterPuls, un marchio storico dei componenti per impianti di mungitura, Claudio Balestri, Jacopo Vigna (slide) (protagonisti della ricerca Web Runners Italia) e Gianni Briganti (slide).

Panel Tornare a crescere, come? Risultati della ricerca su 111 mila imprese della Romagna Patrizio Bianchi, professore di Economia applicata all’Università di Bologna e professore onorario presso la South China University of Technology di Canton, Economic Advisor del Governatore della Provincia cinese del Guandong, Andrea Zironi, capo analista delle ricerche economiche e sociali presso lo studio Giaccardi e Associati (slide), Claudio Monteverde, Corporate Communications&Public Affairs Manager Google Italia (slide), Simone Ferriani, professore Associato di Economia e Gestione d’Impresa presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Universita’ di Bologna e Honorary Visiting Professor presso la Cass Business School (City University London), Natalino Gigante, amministratore unico Cna Servizi Finanziari Ravenna srl, Luca De Biase, giornalista ed editor di innovazione al Sole 24 Ore e Nova24, presidente della Fondazione Ahref, Dario Carrera, membro del think tank per le politiche sull’innovazione del Ministero Università e Ricerca, area Social Innovation.

EVENTI COLLATERALI

WEF LAB: imparare a crescere Email marketing in pratica con Alessandra Farabegoli Web strategist e appassionata divulgatrice della cultura della rete (slide)

Laboratorio per Responsabili d’azienda Autovalutazione del rischio finanziario e assicurativo a cura del gruppo Unipol

WEF LAB: imparare a crescere Travel Appeal:il turista del futuro non esiste con Mirko Lalli

WEF LAB: imparare a crescere Non è bello ciò che è bello. I “piacioni” della comunicaione digitale, tra like e consenso con Paolo Iabichino, docente in Digital Marketing Management della laurea specialistica in Marketing Consumi e Comunicazione dell’Università IULM.

Workshop Work Wide Women Incontro di confronto, cambio di conoscenze ed esperienze tra professioniste

Seminario per giovani laureati Nuovi compiti e opportunità el consulente finanziario e assicurativo nella web ecnomy a cura del gruppo Unipol

Giovani United – Evento a cura di RENA Mobilitazione Creativa per l’occupazione giovanile con CNA Giovani Imprenditori, Giovani Confindustria Piemonte, Coldretti Giovane Impresa, Confcooperative, Giovani Cooperatori, CGIL Giovani

DAY 3

 WEF è INTERNAZIONALIZZAZIONE  E COSMOPOLITISMO

Apertura: Alessandro Fusacchia, Capo Gabinetto del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca.

Testimonianze: Gianni Gaggiani fondatore di Grow the Planet, un social network che aiuta nella coltivazione dell’orto (slide), Damien Lanfrey, project manager del progetto “A Scuola di OpenCoesione” per il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica e parte del Comitato Scientifico per l’agenda digitale dell’Emilia Romagna.

Panel Turismo, cambio di passo: flussi internazionali, web e filiere integrate di offerta Rodolfo Baggio, coordina l’area di Sistemi Informativi e Tecnologie della Comunicazione al Master in Economia del Turismo, Giancarlo Carniani, fondatore BTO – Buy Tourism Online e nominato Italian Analyst 2012 per PhoCusWright Inc di New York (USA), Wolfgang Georg Arlt professore di management turistico e direttore del COTRI (China Outbound Tourism Research Institute) dell’Università West Coast of Applied Sciences in Germania (slide), Aurkene Alzua Sorzabal direttrice esecutiva della CICtourGUNE, il Centro di Ricerca Cooperativa nel settore turistico di San Sebastian e insegna in corsi di Laurea in Scienze Sociali presso l’Università di Deusto, Bilbao (slide).

WEF è TERRITORIO INNOVATIVO

Apertura: Michele Vianello studioso e consulente di Smart Communities Strategy, Comitato Agenda Digitale del Veneto (slide), Ezio Manzini Presidende DESIS e professore onorario al Policlinico, alla Tongji University di Shanghai, alla Jiangnan Universit di Wuxi, Cina e alla UAL-University of Arts a Londra (slide).

Testimonianze: Raffaele Ricciuti, Amministratore Unico di Sviluppo Italia Basilicata SpA

Coclusioni: David Weinberger co-autore del Cluetrain manifesto (inizialmente un sito web, e solo dopo un libro, descritto come “un manuale per l’Internet marketing” (slide)

 

Ricapitoliamo insieme il Web Economy Festival

Ieri, Domenica 23 marzo, si è conclusa la prima edizione del Web Economy Festival.

La Web Economy è l’attività delle imprese che accrescono l’uso del web e della cultura digitale per rimodulare i modelli di business e sviluppare nuove opportunità. E’ la via migliore e più efficiente per modificare gli approcci tradizionali che registrano una perdurante perdita di valore, clienti e visione. Il Web Economy Festival era suddiviso in tre giornate di incontri che hanno creato, in modo coerente con gli scopi del progetto WEF – Web Economy Forum, un luogo d’incontro per sviluppare contaminazione, scambio culturale ed emulazione, rendendo disponibili competenze di web economy – scientifiche, tecniche e imprenditoriali, nazionali e internazionali – a diretto contatto dei responsabili delle imprese del territorio, dei giovani, delle associazioni e delle istituzioni.
Progetto e programma si basano sul lavoro del Comitato Scientifico – Luca De Biase, Maria Grazia Mattei, Rodolfo Baggio – e sull’esperienza dello Studio Giaccardi & Associati – Consulenti di Direzione.

WEFestival - Nava Swersky Sofer - foto di Noemi Bisio

WEFestival – Nava Swersky Sofer – foto di Noemi Bisio

Scrive il CesenaTodayNell’arco di tre intensissime giornate ha fatto della città di Cesena la capitale internazionale della web economy. L’evento, soprattutto, ha permesso l’incontro e il confronto fra responsabili di PMI e di startup, giovani, rappresentanti di associazioni di categoria e delle istituzioni con alcuni dei massimi esperti nazionali e internazionali di cultura d’impresa e web economy.

Il Corriere di Bologna ci racconta bene come si è svolto l’evento: da venerdì a domenica in diverse sale pubbliche del Comune di Cesena e del Campus universitario dell’Università di Bologna. In questi tre giorni, attraverso 6 sezioni tematiche (visione e distruzione creativa, start up e rigenerazione di imprese tradizionali, internazionalizzazione e territorio innovativo) si terranno 27 incontri aperti al pubblico tra lectio magistralis, keynote, testimonianze e panel tematici, 5 eventi collaterali e 6 laboratori di formazione a iscrizione e numero chiuso presieduti da 70 esperti. Tutti motivati da un solo obiettivo: uscire dal collasso della crisi strutturale della vecchia economia top down e farlo attraverso una delle innovazioni più prodigiose e partecipate degli ultimi 20 anni, il web. In cattedra dunque personaggi come Alessandro Fusacchia, nuovo capo di gabinetto del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca; Pietro Zanarini, cofondatore del Centro di Ricerca CRS4 di Cagliari, dove tra le altre cose venne inventato l’algoritmo della e-mail che utilizziamo tuttora; Nava Swersky Sofer, israeliana, big mondiale dell’innovazione, delle start up e del venture capital; Francesco Sacco, professore di Economia all’Università Bocconi di Milano e membro della Commissione di governance dell’Agenda Digitale Italiana; Simone Ferriani, professore di economia e gestione dell’impresa all’Università di Bologna.

Abbiamo scelto di organizzare la prima edizione del Web Economy Festival a Cesena per celebrare la nostra regione e per presentare al meglio una delle ricerche protagoniste dell’evento, “Tornare a Crescere, Come?”,  l’indagine di ascolto verso le 111 mila imprese dell’area vasta di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini  che ha dimostrato che investire sul web non porta solo innovazione ma apre le porte a nuovi mercati anche esteri e permette di crescere fino a 5 volte di più rispetto a chi non lo fa.

Come riporta il Blasting.news infatti, ciò che accomuna tutti i partecipanti all’evento è la volontà di uscire dalla crisi nella quale il nostro Paese è sprofondato negli ultimi vent’anni. Si è evidenziato e reso noto che oltre due miliardi di persone del globo e decine di milioni di imprese sono connesse giornalmente ad internet; Ciò ha posto in evidenza che le imprese che lavorano online sono in crescita e in attivo, crescono mediamente del 1,2% rispetto a quelle offline che sono in rosso del 4,5%. La ricerca segna un trend positivo per le imprese presenti nel web, infatti hanno il 65% in più di produttività; il 34% in più di occupazione, nonché il 15% in più di export. Quindi il progetto, tenutosi in Romagna, che ha dato questi risultati più che positivi, potrebbe essere esteso su tutto il territorio nazionale con una spesa minima di investimento di appena sei milioni di euro, circa un cappuccino per azienda.

E’ stato un evento veramente interessante, sia da seguire dal vivo, grazie agli interventi mozzafiato dei nostri ospiti sia online, grazie a tutti coloro che ci hanno seguito in streaming ed erano con noi su Twitter!

Noi ci siamo divertiti, abbiamo imparato tantissimo, abbiamo visitato Cesena e le sue meraviglie e..non vediamo l’ora di rifarlo!

“Tornare A Crescere: come?”

“Tornare a crescere: come?” è l’indagine di ascolto verso le 111 mila imprese dell’area vasta di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini condotta dallo Studio Giaccardi & Associati e presentata nell’Aula Magna di Psicologia il 22 marzo in occasione del WEFestival. Se ve la siete persa questo post ne racconta i punti salienti ma per una visione più chiara vi consigliamo di consultare le slide presentate sabato e scaricare (gratuitamente) l’executive summary del rapporto di ricerca.

 

L’area vasta della Romagna corrisponde alle provincie di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini: un territorio molto abitato, giovane, dinamico per la presenza di tante imprese e rinomato come bacino turistico internazionale.

Il trend di sviluppo imprenditoriale però ha visto tra il 2005 ed il 2013 una natalità d’impresa in flessione e una mortalità d’impresa in crescita. Questo significa che nelle tre province della Romagna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, sono scomparse in due anni circa 3.300 imprese: da oltre 114 mila a poco meno di 111 mila.

Inoltre la Romagna si trova in una situazione di gap rispetto agli standard di innovazione: ha valori inferiori alla media regionale (che è notoriamente di buon livello) per il numero di domande depositate per disegni, modelli di utilità, marchi e brevetti EPO. Ma ha valori addirittura inferiori anche alla media nazionale (che invece è notoriamente inferiore agli paesi europei) per il numero di domande depositate per le invenzioni. (dati 2012)
zironiL’obiettivo della ricerca “Tornare a crescere, come?” è ascoltare le esperienze e le opinioni dei responsabili delle imprese per conoscere e misurare:

  • qual è il loro rapporto con il web: scopi, attività, risultati, soddisfazione, prospettive, proposte per fare meglio e sviluppare nuovo business e nuove relazioni;
  • quali misure sono state adottate per far fronte alla crisi;
  • quali sono beni, servizi e competenze necessarie per crescere e sostenere lo sviluppo del territorio.

1. I risultati
L’attività di ascolto e coinvolgimento ha portato ad un risultato di 840 interviste realizzate sul campione statisticamente rappresentativo di 1.000 aziende, dato straordinariamente elevato che ha permesso di estendere i risultati dell’indagine all’intera popolazione delle 111.422 imprese attive in Romagna con un livello di confidenza del 93,2% e un livello di precisione del ±3,4%.

2. Identikit delle imprese
Le imprese che hanno risposto appartengono per il 50% ai servizi, per il 46% all’industria e per il 4% all’agricoltura ed hanno sede nelle provincie di Ravenna (32%), Rimini (32%) e Forlì-Cesena (36%). Gli intervistati ricoprono ruoli di alta responsabilità (il 71% sono titolari, amministratori delegati o direttori generali) e per il 55% sono in azienda da 10-30 anni: questo rende le risposte valide e consistenti anche da un punto di vista qualitativo. Ben il 66% delle aziende (che corrisponde a circa 74 mila su 111 mila!) è classificata «micro-impresa», ossia ha fatturato nel 2012 meno di 2 milioni di euro. Tra queste il 41% ha fatturato meno di 500 mila euro. 

3. Web, innovazione ed internazionalizzazione
Adottando la stessa riclassificazione utilizzata nella ricerca «Fattore Internet, Come internet sta trasformando l’economia italiana» (2011), emerge in modo preoccupante che nell’area vasta della Romagna il 59% delle imprese (che corrisponde circa a 66 mila unità su 111 mila) non è on line o è on line passiva. Alcuni dati allarmanti: 38% non ha un sito e l’83% non ha alcun tipo di piano strategico sul web, il 60% dichiara di non avere le competenze interne adeguate per lavorare online. Solo un quinto delle aziende (il 21%, che corrisponde circa a 23 mila unità su 111 mila) ha apportato due o più tipologie di innovazione. Inoltre, ben due terzi delle imprese dell’area vasta di Romagna non esportano, ossia operano soltanto nel mercato italiano. 

4. Affrontare la crisi e tornare a crescere
Affrontare la crisi e tornare a cresce si può. Come? 

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Seguendo l’esempio di altre imprese della Romagna che hanno investito sul web, hanno innovato e si sono aperte a nuovi mercati anche esteri, e che così sono cresciute fino a 5 volte di più rispetto a chi non l’ha fatto

Ma questo è solo un piccolo estratto della ricerca che nella sua interezza fa emergere le problematiche e le esigenze  che le imprese romagnole incontrano nel loro percorso per tornare a crescere. Per approfondimenti scaricate (gratuitamente) l’executive summary del rapporto oppure consultate le slide presentate sabato.

 

Inizia il WEFestival: la parola al Sindaco di Cesena Paolo Lucchi

Foto di www.anci.it

Paolo Lucchi è un giornalista e politico italiano. Attualmente è Sindaco della città di Cesena ed è componente del Consiglio Regionale Emilia-Romagna dell’ANCI, di cui è Vicepresidente con delega ai temi dell’ambiente e dell’energia. Dal 2009 è sindaco della città di Cesena. In qualita di ospite ufficiale del WEFestival, lo abbiamo intervistato per voi.

Quali aspettative ha per la città di Cesena in relazione al WEFestival?

Ritengo che il Web Economy Festival possa essere un momento di crescita per la comunità cesenate, oltre che un’occasione di scambio e confronto dedicata alle aziende. Il programma della “tre-giorni” si è rivelato infatti al di sopra delle mie aspettative e, visto il calendario degli appuntamenti in programma, credo che ciascun ospite avrà occasione di trovare argomenti e spunti di riflessione di assoluto rilievo.

Crede che la web economy possa essere un’opportunità di crescita per la città di Cesena?

Certamente sì. Già da tempo, a Cesena, abbiamo scelto di mettere la Web Economy al centro dell’attenzione. Lo abbiamo fatto, in particolare, dando vita al progetto Cesenalab, che ha visto coniugare l’interesse dell’Università e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena oltre a quello dell’Amministrazione comunale. Il progetto compirà a maggio un anno di vita e, ad oggi, 6 startup sono entrate nel programma di incubazione – accelerazione e circa 30 ragazzi lo frequentano quotidianamente. Siamo molto soddisfatti del percorso fatto fino ad oggi e siamo certi che, proseguendo in questa direzione, la web economy potrà diventare centrale all’interno del tessuto economico cesenate.

Non c’è che da augurare al Sindaco uno speciale in bocca al lupo per questa bella visione. Da parte nostra, ci impegneremo al massimo per rendere il WEFestival quello che merita: il primo di una lunga serie!

WEFestival: informazioni per chi partecipa

Buongiorno: domani è il grande giorno, inizia il Web Economy Festival! Dedichiamo la news di oggi a voi che parteciperete al festival, alcune raccomandazioni e gli ultimi aggiornamenti.

Sono arrivato a Cesena, e ora?

Se sei arrivato a Cesena con il treno o il pullman dovrai camminare solo pochi metri ti troverai presso l’Aula Magna della facoltà di Psicologia, in Piazzale Karl Marx al numero 180. Qui trovarai l’infopoint principale dove potrai accreditarti, ritirare il badge e tutti i materiale preparati per te (tra i quali il programma del festival e la mappa per raggiungere le diverse location). Non ti resta che accomodarti in Aula Magna!

Non mi sono registrato, posso comunque partecipare al Web Economy Festival?

Certo! Il Web Economy Festival è aperto a tutti, se non tu sei registrato, dovrai recarti all’Infopoint in AulaMagna e registrarti manualmente. Anche la Biblioteca Malatestiana è un infopoint, anche lì troverai i moduli per la registrazione manuale e alcuni materiali cartacei. L’unica cosa che non registrandoti in anticipo hai perso, è la possibilità di partecipare a molti laboratori, alcuni hanno ancora posti liberi, controlla qui a quali puoi ancora iscriverti!

Non sono riuscito a iscrivermi a un evento collaterale che mi interessa, come faccio ora?

Purtroppo non esiste una lista d’attesa, ma vi consigliamo di arrivare dieci minuti prima che inizi l’evento che vi interessa per controllare se qualche iscritto non si è presentato così da poter prendere il suo posto!

A pranzo dove posso andare?

Vicinissimo all’Aula Magna di psicologia c’è il ristorante America Graffiti. In questo diner americano, arredato in stile anni ’50, potrete gustare la cultura gastronomica USA “home made”. Solo per le giornate del festival poi, una gustosa sorpresa: ci sarà 10 % di sconto a tutti i partecipanti che si presenteranno badge del Web Economy Festival, oppure menu veloce: Panino (little Burger / Little Bacon / Little Cheese / Little Dog), Patatine, Bibita Piccola o lattina o Acqua, caffè a 6,50 Euro totali. Molto invitante vero?

Ho bisogno di un’informazione durante il festival, a chi mi rivolgo?

Ci saranno a  vostra disposizione 12 ragazzi più 5 giovani responsabili. Saranno tutti riconoscibili per via della maglietta rossa con il logo di WEF. Per qualsiasi problema o domanda rivolgetevi a loro. In ogni caso, i nostri canali social seguiranno l’evento dall’inizio alla fine, quindi potete scriverci un messaggio sulla nostra pagina Facebook oppure tweettare a @WebEconomyForum: abbiamo un Social Media Team che sarà sempre connesso!

 

Aspettando il WEFestival: la parola a Ezio Manzini

Ezio Manzini, dopo aver lavorato nel campo del design per la sostenibilità, si è focalizzato sull’innovazione sociale, considerata come uno dei maggiori agenti del cambiamento. Su questo tema ha promosso e, attualmente, presiede, DESIS: una rete internazionale di scuole di design specificatamente attive nel campo del design per l’innovazione sociale verso al sostenibilità. Oggi, mentre continua a collaborare con il Politecnico, è  Honoray Professor in altre università, come la Tongji University, a Shanghai, la Jiangnan University, a Wuxi, in Cina e alla UAL-University of Arts a Londra.

Ezio Manzini aprirà la sessione pomeridiana della terza giornata del festival con “WEF è territorio innovativo”, un momento di riflessione e socializzazione attraverso il quale si spera che gli abitanti di un territorio ricco e colto come la Romagna possano scoprire nuove fonti di energia innovativa (Luca De Biase).

Cosa può fare il design, e in particolare il design per l’innovazione sociale di cui lei si occupa, per lo sviluppo di territorio?

Mi faccia fare una premessa, per non correre il rischio di rispondere in modo astratto.
Oggi, rispetto al territorio, vediamo una duplice tendenza. Quella dominante porta verso la sua desertificazione: grandi centri commerciali in periferie svuotate, logoramento del tessuto commerciale e produttivo diffuso, crisi delle reti sociali di vicinato, e così via (una desertificazione questa che la crisi accentua, ma che è prodotta dallo stesso modello economico e territoriale che ha generato questa crisi).

A fronte di tutto ciò vi è una controtendenza che, pur scontrandosi con mille problemi, appare in crescita in tutto il mondo. Essa mostra il diffondersi di forme sociali, modelli economici e produttivi, e culture del tutto inediti: reti alimentari che ridefiniscono la relazione tra città e campagna; housing sociale che costruisce non solo edifici ma anche comunità residenti, iniziative di ricostruzione dello spazio pubblico; associazioni che operano come nuovi servizi sociali i cui utenti diventano co-progettisti e co-produttori del servizio; attività produttive distribuite che mettono in rete autoproduzione, nuovo artigianato e produzioni high-tech (vedi, a proposito il movimento dei makers). Va aggiunto, anche se forse è già del tutto evidente, che tutte queste attività hanno un tratto comune, una specie di comune by-product positivo: contribuiscono a (ri)costruire comunità e luoghi. E quindi, appunto, rigenerano il territorio che, di queste comunità e di questi luoghi, è fatto.

Sperando che tutto questo abbia tratteggiato un quadro di riferimento abbastanza concreto e condivisibile, posso tornare alla sua domanda: il design (e in particolare il design dei servizi, il design della comunicazione e il design strategico) può fare molto per promuovere e sostenere le seconda tendenza, quella minoritaria, ma in crescita, che porta alla rigenerazione del territorio. Il design, inteso nella sua accezione contemporanea, ha infatti gli strumenti per supportare (con la progettazione di appropriati insiemi di prodotti, servizi e strategie di comunicazione) le persone e i gruppi sociali che di questa rigenerazione territoriale sono promotori e protagonisti. D’altra parte, poiché per muoversi in questa direzione queste persone e questi gruppi sociali devono rompere con i modi di essere e di fare che oggi sono prevalenti, essi sono, di fatto, degli innovatori sociali. E il design che li supporta, diventa, appunto, design per l’innovazione sociale.

Di cosa parlerà al Web Economy Festival?

Parlerò di quello che ho appena detto, guardandolo da un punto di vista che credo rilevante nel contesto del WEF. Osservando cioè che sia la desertificazione del territorio, sia la sua possibile rigenerazione avvengono con il supporto delle nuove reti. Anzi: prendono la forma che oggi riconosciamo loro proprio perché vivono in un mondo altamente connesso.

In questo quadro, l’intervento si intitolerà: “Piccolo, locale, aperto, connesso: una nuova costruzione del territorio”. In esso metterò a fuoco tre punti: (1) La tendenza verso la rigenerazione del territorio, così come oggi si presenta nel mondo. (2) Un originale modo di pianificare, che coniuga visioni e progetti generali con le iniziative dal basso e che fa di queste ultime il motore della trasformazione, anche a grande scala. (3) Il ruolo delle reti nel rendere la prospettiva ora indicata effettivamente percorribile. Sono infatti le nuove reti che fanno sì che ciò che è piccolo e locale, possa aver voce e ruolo: possa connettersi, replicarsi e dar luogo, anche, a nuove forme sociali e territoriali.

D’altro lato, come ho ricordato, le reti possono dar luogo anche all’esatto contrario di tutto ciò. Per cui, per muoversi nella direzione che preferiamo, si rende necessario prendere posizione, fare delle scelte ed attivare un’attenta progettazione. Una progettazione che però, avvenendo in un mondo connesso, deve tenere conto che in esso tutti (volendolo o no, in modo consapevole o no) sono dei progettisti.  
Nel quadro di questa consapevolezza, il design può aiutare tutti (cioè tutti gli attori sociali coinvolti) a progettare meglio.
In particolare, può utilizzare i propri strumenti e la propria creatività per promuovere e supportare il difficile ma affascinate processo di co-progettazione e co-produzione dei luoghi e delle comunità che sta alla base della rigenerazione del territorio. E, quindi, di una nuova ecologia territoriale.

Per fortuna che il WEFestival è tutto interessante perchè altrimenti sarebbe un’agonia dover aspettari tanti giorni per ascoltare l’intervento di Ezio Manzini! Non vi siete ancora iscritti?? Fatelo ora cliccando qui, prima che si chiudano le iscrizioni!

Aspettando il WEFestival: la parola a Wolfgang Georg Arlt

Wolfgang Georg Arlt è professore di management turistico e direttore del COTRI (China Outbound Tourism Research Institute) dell’Università West Coast of Applied Sciences in Germania. E’ un ricercatore della Società Giapponese della Promozione della Scienza, un membro della Royal Geographical Society di Londra (Regno Unito) e visiting professor in diverse università in Cina (Yanbian , Ningbo) e nel Regno Unito (Sunderland). Per oltre 30 anni ha lavorato in Cina e in Europa nei settori del turismo e dei trasporti in qualità di consulente, tour operator e ricercatore. Il professor Arlt interverrà nel Panel – Turismo, cambio di passo: flussi internazionali, web e filiere integrate di offerta domenica 23 marzo nella sessione mattutina.

Lo abbiamo intervistato per voi!

Quanto può pesare il flusso turistico Cinese sul turismo Europeo?

La Repubblica Popolare Cinese è dal 2012 il più grande mercato turistico internazionale nel mondo, con quasi cento milioni di passaggi di confine e circa cento miliaridi di euro di spesa, rappresentanti il 9% del turismo globale. Per l’Europa è il mercato di maggiore crescita e capacità di spesa giornaliera per viaggiatore. Certamente per le destinazioni più note (in Italia: Venezia, Firenze, Milano e Roma) aumenterà il mercato di massa che parla cinese. Per le altre destinazioni e attività più specifiche (degustazioni di vino dove si torvano vigneti, città universitarie, località di interesse culturale, destinazioni interessate dagli scambi e dalle relazioni cinesi-europei) il turista più esperto e autonomo diventa il target di riferimento. In Italia bisognerà vedere in quanto in tempo i menu dei ristoranti cambieranno da “Wonton (ravioli cinesi)” a “Ravioli (Wonton italiani)”.

Quanto può influenzare la Web Economy sulle strategie per attrarre il flusso turistico Cinese?

Sopratutto per i turisti autonomi, i social media cinesi  come SinaWeibo, QQ eccetera (diversi dai social media occidentali) sono la fonte primaria di informazioni e sono molto più usati dei cugini europei. Travel bloggers famosi hanno milioni di followers, alcune celebrità ne hanno anche più di 50 milioni.

WeChat è la prima social media app cinese che sta ora anche conquistanto l’occidente. La più grande ex “OTA” (On Line Travel Agencies) come CTrip (ora la più grande agenzia di viaggi/tour operator del mondo) ha recentemente cambiato nome in “MTA” (Mobile Travel Agency) perchè più della metà dei suoi clienti consulta il loro protale dal smartphone e tablet e non più da PC. Per i social media cinesi, chiaramenti l’unico che conta è UGC, informazioni scambiate tra utenti nella logica fidata del peer-to-peer, tutto il resto, inclusi i siti, è bollato come pubblicità in varie forme.

Quale sarà l’argomento del suo intervento al Web Econmy Forum?

Parlerò dello sviluppo del turismo cinese in uscita in relazione alla Web Economy.

 

Riportiamo qui sotto il testo originale

How much may weigh the Chinese touristic flow on the European tourism?

The People’s Republic of China is since 2012 the biggest international tourism market in the world, with almost 100 million border-crossings and close to 100 billion Euro spending, representing 9% of the global tourism. For Europe it is the fastest growing market and the market with the highest spending per day per traveller. So certainly for the main destinations and attractions (in Italy: Venice, Florence, Milano, Roma) a growing part of the mass market will be Chinese-speaking. For other destinations and activities in more specific location (wine tasting in wine-growing regions, university cities, places of cultural interest, places related to Chinese-European relations etc.) the more experienced self-organised travellers are an interesting target group.
For Italy it will remain to be seen how it takes for the Chinese visitors to change the menus in restaurants from “Wonton (Chinese ravioli)” to “Ravioli (Italian Wonton)”.

How much may weigh Web Economy on the strategies to attract the Chinese touristic flow?

Especially for the self-organised travellers Chinese social media like SinaWeibo, QQ, etc. (different from Western social media) are the main source of information and are much more actively used than European social media. Famous travel bloggers have millions of followers, some celebrities have more than 50 million followers. WeChat is the first Chinese social media application now also conquering the West. The biggest former “OTA”s (Online Travel Agencies) like CTrip (by now the biggest travel agency/tour operator in the world) have recently changed their name to “MTA” because more than half of the customers are not using PCs anymore to access their services but smartphones and tablets. For Chinese social media clearly UGC is the only thing that counts, information by peer group members is trusted, all other information including websites is identified as advertisement in different forms.

What will be the topic of your speech during the Web Economy Festival?

I will speak about the development of Chinese outbound tourism with regard to the Web Economy.

 

Aspettando il WEFestival: Focus sulla terza giornata 23 marzo 2014

Vogliamo dedicare una news di oggi al programma della terza e ultima giornata di WEFestival, domenica 23 Marzo 2014. Come sapete ogni giornata è suddivisa in due sessioni, ciascuna delle quali determinerà il carattere e i temi trattati durante gli incontri e gli eventi collaterali.

WEF  come  INTERNAZIONALIZZAZIONE  E  COSMOPOLITISMO     

Nella sessione mattutina del terzo giorno verranno sviluppati i seguenti temi:

  • le 95 tesi del Clutrain Manifesto che hanno forgiato l’interoperabilità del web 2.0. Come hanno cambiato cultura, politica, media, informazione, relazioni sociali ed economiche e relazioni tra persone; Adesso che cosa avviene? Testimonianze di imprenditori che hanno internazionalizzato i processi e la cultura delle PMI italiane tramite web economy  e cultura digitale: le idee, le pratiche, le sfide, la lesson learned;
  • web economy e turismo: l’economia per definizione più internazionale e online che ci sia, cresce a tassi del +7/8% all’anno perchè vive di trasformazioni; i nuovi flussi medio orientali, asiatici e latino-americani, nell’impatto con l’offerta Italia; le filiere territoriali, come strutturarle e gestirle per sviluppare l’incoming all season.

 
  WEF  come  TERRITORIO  INNOVATIVO

Nella sessione pomeridiana e finale del terzo giorno verranno sviluppati i seguenti temi:

  • i programmi dell’Agenzia Digitale per sostenere l’innovazione della PA e lo sviluppo della web economy;
  • le testimonianze di pratiche e problematiche di sviluppo digitale e innovazione territoriale come esperienze di governance, design, reti, smart city ed economia della cultura;
  • la conclusione del festival: David Weinberger, filosofo, scrittore statunitense e co-autore del Clutrain Manifesto moderato da Luce De Biase, giornalista ed editor di innovazione al Sole 24 Ore e Nova24.

Per semplicità vi riportiamo il programma, che però trovate anche qui:

WEF E’ INTERNAZIONALIZZAZIONE E COSMOPOLITISMO

Orario Evento Sala
9.30-10.30 APERTURA “WEF E’ INTERNAZIONALIZZAZIONE E COSMOPOLITISMO” 
Alessandro Fusacchia. Modera Francesca Mazzocchi.
Aula Magna Psicologia  
10.30-11.30 TESTIMONIANZE
Gianni Gaggiani, Damien Lanfrey. Modera Giuseppe Giaccardi.
Aula Magna Psicologia
11.30-13.00 PANEL “TURISMO, cambio di passo: flussi internazionali, web e filiere integrate di offerta”
Giancarlo Carniani, Fabio Maria Lazzerini, Wolfgang Georg Arlt, Aurkene Alzua-Sorzabal. Modera Rodolfo Baggio.
Aula Magna Psicologia
13.30-14.30 WEB ECONOMY FESTIVAL LUNCH


WEF E’ TERRITORIO INNOVATIVO

Orario Evento Sala
14.30-15.30 APERTURA “WEF E’ TERRITORIO INNOVATIVO” Michele Vianello, Ezio Manzini. Aula Magna Psicologia
15.30-16.30 TESTIMONIANZE
Agostino Ragosa*, Raffaele Ricciuti.
Aula Magna Psicologia
16.30-18.00 CONCLUSIONI CON DAVID WEINBERGER. Modera Luca De Biase.
Aula Magna Psicologia
18.00-18.30 APERITIVO E BRINDISI FINALE Aula Magna Psicologia

Aspettando il WEFestival: la parola a Francesco Sacco

Dedichiamo la news di oggi a Francesco Sacco che aprirà la sessione pomeridiana della seconda giornata, sabato 22 marzo: WEF è RIGENERAZIONE DI IMPRESE TRADIZIONALI, nel loro percorso di rigenerazione e adattamento a questo nuovo mondo, a questo nuovo equilibrio economico. La farfalla che emerge dalla crisalide è un’economia forse più leggera, perchè il valore si concentra sull’immateriale. E’ un’economia che assomiglia a un ecosistema planetario ed è glocale, perchè il suo mercato e la competitività è nell’unicità territoriale”. (Luca De Biase)

Francesco Sacco è ricercatore di strategia aziendale presso l’Università dell’Insubria di Varese ed è Managing Director del centro di ricerca EntER dell’Università Bocconi di Milano. La sua ricerca è rivolta principalmente ai temi legati all’impatto delle tecnologie e del software sulle strategie aziendali. Come advisor ha partecipato a numerose iniziative nell’ambito dell’e-business ed è stato consulente di diverse aziende, italiane e internazionali, operanti nel settore delle tecnologie. Ha scritto su temi legati alle tecnologie ed è uno dei promotori della campagna AgendaDigitale.org.

Gli abbiamo fatto qualche domanda per voi:

Quali sono i passaggi fondamentali per “digitalizzare” l’Italia?

Occorre cambiare il “sistema operativo” del Paese, che oggi è fatto di norme su carta, che domani dovrebbe essere fatto di pochi colpi di mouse che rendono possibile il possibile e chiaramente impossibile ciò che non è possibile.

 Di cosa parlerà al Web Economy Festival?

Vorrei parlare di come cambiare il il “sistema operativo” del Paese e di “velocità” nel cambiamento.

 

Di certo il pomeriggio di sabato inizierà alla grande, gonfierà non solo le nostre speranze ma forse anche le vele verso una rotta che conduce all’innovazione, alla digitalizzazione e alla velocità!

 

Web, innovazione ed export, ingredienti per tornare a crescere. Ma 66 mila imprese della Romagna restano al palo e rischiano di sparire

Tornare a crescere si può, anche in un periodo di crisi così profonda. Le aziende che hanno investito sul web, hanno innovato e si sono aperte a nuovi mercati esteri crescono fino a 5 volte di più rispetto a chi non l’ha fatto. Ma servono urgentemente nuove policy per rimettersi sui binari dello sviluppo, perché oltre 66 mila imprese della Romagna (ben il 59% di quelle attive!) non utilizzano o non sfruttano adeguatamente il web e rischiano di sparire.

È quanto emerge dall’intensa e inedita attività di ascolto che ha visto protagoniste le 111 mila imprese dell’Area Vasta della Romagna nell’ambito del progetto WEF. I risultati dell’indagine saranno presentati in anteprima al Web Economy Festival durante il panel di sabato 22 marzo, alle ore 17,30 presso l’Aula Magna di Psicologia a Cesena.

Abbiamo ascoltato dalla viva voce degli imprenditori quali sono le misure adottate per far fronte alla crisi; come la loro impresa lavora sul web, per quali scopi e con quali risultati; quali nuovi prodotti, servizi o competenze servono per crescere.

Il campione di 1000 imprese, selezionato per rappresentare statisticamente il tessuto produttivo delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, ha rivelato una grandissima attenzione verso l’iniziativa, con un tasso di adesione sorprendente, pari all’84%, segno di una rinnovata e sempre più esplicita richiesta di essere ascoltate e poter contare di più, far valere idee, opinioni e consigli di chi ogni giorno apre la sua azienda, crea lavoro, sceglie di rischiare e di guidare il futuro.

C’è una prima grande (e piacevole) conferma: richiamando la classificazione di un’importante ricerca nazionale del 2011, abbiamo scoperto che anche le cosiddette imprese ON LINE ATTIVE della Romagna, ossia quelle che utilizzano il web non solo come vetrina ma soprattutto come piattaforma di ascolto, collaborazione e vendita, negli ultimi tre anni di crisi sono cresciute mediamente fino a cinque volte di più rispetto a quelle OFF LINE in termini di fatturato e di addetti, spesso in controtendenza con il trend generale, oppure hanno registrato un decremento molto inferiore alle altre o tendente a zero. In altre parole il web ha permesso loro di reggere e reagire di fronte alle nuove difficoltà organizzative e di mercato.

Lo stesso divario nei trend di crescita si registra tra le imprese che negli ultimi due anni hanno apportato almeno un’innovazione in azienda e che si sono aperte anche ai mercati esteri. L’esperienza di queste imprese può costituire un elemento chiave per definire le policy di crescita e sviluppo del territorio.

Tuttavia, una lettura in controluce dei risultati mette in risalto molte incongruenze che favoriscono il perdurare della crisi e la non-crescita: solo il 41% delle imprese dell’area vasta è on line attiva, solo il 21% ha apportato negli ultimi 24 mesi delle innovazioni di un certo rilievo, il 67% lavora solo con il mercato nazionale, solo il 13% fa e-commerce e il 17% ha una strategia sul web chiara e delineata. Tutto questo in un contesto economico-produttivo altamente polverizzato, dove ben il 66% delle realtà aziendali è classificabile come “micro-impresa”, ossia fattura ogni anno meno di 2 milioni di euro.

Che cosa fare allora? Quali nuovi comportamenti imprenditoriali innestare o modificare? Quali policy territoriali attivare con urgenza? Se ne parlerà sabato 22 marzo dalle 17.30 al Web Economy Festival, nel panel di presentazione della ricerca “Web Economy Romagna: tornare a crescere. Come?” Interverranno tra gli altri Patrizio Bianchi (Assessore Scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro Regione Emilia-Romagna), Claudio Monteverde (Corporate communications Manager Google Italia), Dario Carezza (co-founder Impact Hub Global Network), Simone Ferriani (Professore di economia e gestione dell’impresa, Università di Bologna) e Natalino Gigante (Presidente Camera di Commercio di Ravenna).  Andrea Zironi, capo analista Studio Giaccardi & Associati, introdurrà i risultati della ricerca che successivamente sarà pubblicata sul sito www.webeconomyforum.it.  

Andrea Zironi