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“Tornare A Crescere: come?”

“Tornare a crescere: come?” è l’indagine di ascolto verso le 111 mila imprese dell’area vasta di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini condotta dallo Studio Giaccardi & Associati e presentata nell’Aula Magna di Psicologia il 22 marzo in occasione del WEFestival. Se ve la siete persa questo post ne racconta i punti salienti ma per una visione più chiara vi consigliamo di consultare le slide presentate sabato e scaricare (gratuitamente) l’executive summary del rapporto di ricerca.

 

L’area vasta della Romagna corrisponde alle provincie di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini: un territorio molto abitato, giovane, dinamico per la presenza di tante imprese e rinomato come bacino turistico internazionale.

Il trend di sviluppo imprenditoriale però ha visto tra il 2005 ed il 2013 una natalità d’impresa in flessione e una mortalità d’impresa in crescita. Questo significa che nelle tre province della Romagna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, sono scomparse in due anni circa 3.300 imprese: da oltre 114 mila a poco meno di 111 mila.

Inoltre la Romagna si trova in una situazione di gap rispetto agli standard di innovazione: ha valori inferiori alla media regionale (che è notoriamente di buon livello) per il numero di domande depositate per disegni, modelli di utilità, marchi e brevetti EPO. Ma ha valori addirittura inferiori anche alla media nazionale (che invece è notoriamente inferiore agli paesi europei) per il numero di domande depositate per le invenzioni. (dati 2012)
zironiL’obiettivo della ricerca “Tornare a crescere, come?” è ascoltare le esperienze e le opinioni dei responsabili delle imprese per conoscere e misurare:

  • qual è il loro rapporto con il web: scopi, attività, risultati, soddisfazione, prospettive, proposte per fare meglio e sviluppare nuovo business e nuove relazioni;
  • quali misure sono state adottate per far fronte alla crisi;
  • quali sono beni, servizi e competenze necessarie per crescere e sostenere lo sviluppo del territorio.

1. I risultati
L’attività di ascolto e coinvolgimento ha portato ad un risultato di 840 interviste realizzate sul campione statisticamente rappresentativo di 1.000 aziende, dato straordinariamente elevato che ha permesso di estendere i risultati dell’indagine all’intera popolazione delle 111.422 imprese attive in Romagna con un livello di confidenza del 93,2% e un livello di precisione del ±3,4%.

2. Identikit delle imprese
Le imprese che hanno risposto appartengono per il 50% ai servizi, per il 46% all’industria e per il 4% all’agricoltura ed hanno sede nelle provincie di Ravenna (32%), Rimini (32%) e Forlì-Cesena (36%). Gli intervistati ricoprono ruoli di alta responsabilità (il 71% sono titolari, amministratori delegati o direttori generali) e per il 55% sono in azienda da 10-30 anni: questo rende le risposte valide e consistenti anche da un punto di vista qualitativo. Ben il 66% delle aziende (che corrisponde a circa 74 mila su 111 mila!) è classificata «micro-impresa», ossia ha fatturato nel 2012 meno di 2 milioni di euro. Tra queste il 41% ha fatturato meno di 500 mila euro. 

3. Web, innovazione ed internazionalizzazione
Adottando la stessa riclassificazione utilizzata nella ricerca «Fattore Internet, Come internet sta trasformando l’economia italiana» (2011), emerge in modo preoccupante che nell’area vasta della Romagna il 59% delle imprese (che corrisponde circa a 66 mila unità su 111 mila) non è on line o è on line passiva. Alcuni dati allarmanti: 38% non ha un sito e l’83% non ha alcun tipo di piano strategico sul web, il 60% dichiara di non avere le competenze interne adeguate per lavorare online. Solo un quinto delle aziende (il 21%, che corrisponde circa a 23 mila unità su 111 mila) ha apportato due o più tipologie di innovazione. Inoltre, ben due terzi delle imprese dell’area vasta di Romagna non esportano, ossia operano soltanto nel mercato italiano. 

4. Affrontare la crisi e tornare a crescere
Affrontare la crisi e tornare a cresce si può. Come? 

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Seguendo l’esempio di altre imprese della Romagna che hanno investito sul web, hanno innovato e si sono aperte a nuovi mercati anche esteri, e che così sono cresciute fino a 5 volte di più rispetto a chi non l’ha fatto

Ma questo è solo un piccolo estratto della ricerca che nella sua interezza fa emergere le problematiche e le esigenze  che le imprese romagnole incontrano nel loro percorso per tornare a crescere. Per approfondimenti scaricate (gratuitamente) l’executive summary del rapporto oppure consultate le slide presentate sabato.

 

Web, innovazione ed export, ingredienti per tornare a crescere. Ma 66 mila imprese della Romagna restano al palo e rischiano di sparire

Tornare a crescere si può, anche in un periodo di crisi così profonda. Le aziende che hanno investito sul web, hanno innovato e si sono aperte a nuovi mercati esteri crescono fino a 5 volte di più rispetto a chi non l’ha fatto. Ma servono urgentemente nuove policy per rimettersi sui binari dello sviluppo, perché oltre 66 mila imprese della Romagna (ben il 59% di quelle attive!) non utilizzano o non sfruttano adeguatamente il web e rischiano di sparire.

È quanto emerge dall’intensa e inedita attività di ascolto che ha visto protagoniste le 111 mila imprese dell’Area Vasta della Romagna nell’ambito del progetto WEF. I risultati dell’indagine saranno presentati in anteprima al Web Economy Festival durante il panel di sabato 22 marzo, alle ore 17,30 presso l’Aula Magna di Psicologia a Cesena.

Abbiamo ascoltato dalla viva voce degli imprenditori quali sono le misure adottate per far fronte alla crisi; come la loro impresa lavora sul web, per quali scopi e con quali risultati; quali nuovi prodotti, servizi o competenze servono per crescere.

Il campione di 1000 imprese, selezionato per rappresentare statisticamente il tessuto produttivo delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, ha rivelato una grandissima attenzione verso l’iniziativa, con un tasso di adesione sorprendente, pari all’84%, segno di una rinnovata e sempre più esplicita richiesta di essere ascoltate e poter contare di più, far valere idee, opinioni e consigli di chi ogni giorno apre la sua azienda, crea lavoro, sceglie di rischiare e di guidare il futuro.

C’è una prima grande (e piacevole) conferma: richiamando la classificazione di un’importante ricerca nazionale del 2011, abbiamo scoperto che anche le cosiddette imprese ON LINE ATTIVE della Romagna, ossia quelle che utilizzano il web non solo come vetrina ma soprattutto come piattaforma di ascolto, collaborazione e vendita, negli ultimi tre anni di crisi sono cresciute mediamente fino a cinque volte di più rispetto a quelle OFF LINE in termini di fatturato e di addetti, spesso in controtendenza con il trend generale, oppure hanno registrato un decremento molto inferiore alle altre o tendente a zero. In altre parole il web ha permesso loro di reggere e reagire di fronte alle nuove difficoltà organizzative e di mercato.

Lo stesso divario nei trend di crescita si registra tra le imprese che negli ultimi due anni hanno apportato almeno un’innovazione in azienda e che si sono aperte anche ai mercati esteri. L’esperienza di queste imprese può costituire un elemento chiave per definire le policy di crescita e sviluppo del territorio.

Tuttavia, una lettura in controluce dei risultati mette in risalto molte incongruenze che favoriscono il perdurare della crisi e la non-crescita: solo il 41% delle imprese dell’area vasta è on line attiva, solo il 21% ha apportato negli ultimi 24 mesi delle innovazioni di un certo rilievo, il 67% lavora solo con il mercato nazionale, solo il 13% fa e-commerce e il 17% ha una strategia sul web chiara e delineata. Tutto questo in un contesto economico-produttivo altamente polverizzato, dove ben il 66% delle realtà aziendali è classificabile come “micro-impresa”, ossia fattura ogni anno meno di 2 milioni di euro.

Che cosa fare allora? Quali nuovi comportamenti imprenditoriali innestare o modificare? Quali policy territoriali attivare con urgenza? Se ne parlerà sabato 22 marzo dalle 17.30 al Web Economy Festival, nel panel di presentazione della ricerca “Web Economy Romagna: tornare a crescere. Come?” Interverranno tra gli altri Patrizio Bianchi (Assessore Scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro Regione Emilia-Romagna), Claudio Monteverde (Corporate communications Manager Google Italia), Dario Carezza (co-founder Impact Hub Global Network), Simone Ferriani (Professore di economia e gestione dell’impresa, Università di Bologna) e Natalino Gigante (Presidente Camera di Commercio di Ravenna).  Andrea Zironi, capo analista Studio Giaccardi & Associati, introdurrà i risultati della ricerca che successivamente sarà pubblicata sul sito www.webeconomyforum.it.  

Andrea Zironi