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Ricapitoliamo insieme il Web Economy Festival

Ieri, Domenica 23 marzo, si è conclusa la prima edizione del Web Economy Festival.

La Web Economy è l’attività delle imprese che accrescono l’uso del web e della cultura digitale per rimodulare i modelli di business e sviluppare nuove opportunità. E’ la via migliore e più efficiente per modificare gli approcci tradizionali che registrano una perdurante perdita di valore, clienti e visione. Il Web Economy Festival era suddiviso in tre giornate di incontri che hanno creato, in modo coerente con gli scopi del progetto WEF – Web Economy Forum, un luogo d’incontro per sviluppare contaminazione, scambio culturale ed emulazione, rendendo disponibili competenze di web economy – scientifiche, tecniche e imprenditoriali, nazionali e internazionali – a diretto contatto dei responsabili delle imprese del territorio, dei giovani, delle associazioni e delle istituzioni.
Progetto e programma si basano sul lavoro del Comitato Scientifico – Luca De Biase, Maria Grazia Mattei, Rodolfo Baggio – e sull’esperienza dello Studio Giaccardi & Associati – Consulenti di Direzione.

WEFestival - Nava Swersky Sofer - foto di Noemi Bisio

WEFestival – Nava Swersky Sofer – foto di Noemi Bisio

Scrive il CesenaTodayNell’arco di tre intensissime giornate ha fatto della città di Cesena la capitale internazionale della web economy. L’evento, soprattutto, ha permesso l’incontro e il confronto fra responsabili di PMI e di startup, giovani, rappresentanti di associazioni di categoria e delle istituzioni con alcuni dei massimi esperti nazionali e internazionali di cultura d’impresa e web economy.

Il Corriere di Bologna ci racconta bene come si è svolto l’evento: da venerdì a domenica in diverse sale pubbliche del Comune di Cesena e del Campus universitario dell’Università di Bologna. In questi tre giorni, attraverso 6 sezioni tematiche (visione e distruzione creativa, start up e rigenerazione di imprese tradizionali, internazionalizzazione e territorio innovativo) si terranno 27 incontri aperti al pubblico tra lectio magistralis, keynote, testimonianze e panel tematici, 5 eventi collaterali e 6 laboratori di formazione a iscrizione e numero chiuso presieduti da 70 esperti. Tutti motivati da un solo obiettivo: uscire dal collasso della crisi strutturale della vecchia economia top down e farlo attraverso una delle innovazioni più prodigiose e partecipate degli ultimi 20 anni, il web. In cattedra dunque personaggi come Alessandro Fusacchia, nuovo capo di gabinetto del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca; Pietro Zanarini, cofondatore del Centro di Ricerca CRS4 di Cagliari, dove tra le altre cose venne inventato l’algoritmo della e-mail che utilizziamo tuttora; Nava Swersky Sofer, israeliana, big mondiale dell’innovazione, delle start up e del venture capital; Francesco Sacco, professore di Economia all’Università Bocconi di Milano e membro della Commissione di governance dell’Agenda Digitale Italiana; Simone Ferriani, professore di economia e gestione dell’impresa all’Università di Bologna.

Abbiamo scelto di organizzare la prima edizione del Web Economy Festival a Cesena per celebrare la nostra regione e per presentare al meglio una delle ricerche protagoniste dell’evento, “Tornare a Crescere, Come?”,  l’indagine di ascolto verso le 111 mila imprese dell’area vasta di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini  che ha dimostrato che investire sul web non porta solo innovazione ma apre le porte a nuovi mercati anche esteri e permette di crescere fino a 5 volte di più rispetto a chi non lo fa.

Come riporta il Blasting.news infatti, ciò che accomuna tutti i partecipanti all’evento è la volontà di uscire dalla crisi nella quale il nostro Paese è sprofondato negli ultimi vent’anni. Si è evidenziato e reso noto che oltre due miliardi di persone del globo e decine di milioni di imprese sono connesse giornalmente ad internet; Ciò ha posto in evidenza che le imprese che lavorano online sono in crescita e in attivo, crescono mediamente del 1,2% rispetto a quelle offline che sono in rosso del 4,5%. La ricerca segna un trend positivo per le imprese presenti nel web, infatti hanno il 65% in più di produttività; il 34% in più di occupazione, nonché il 15% in più di export. Quindi il progetto, tenutosi in Romagna, che ha dato questi risultati più che positivi, potrebbe essere esteso su tutto il territorio nazionale con una spesa minima di investimento di appena sei milioni di euro, circa un cappuccino per azienda.

E’ stato un evento veramente interessante, sia da seguire dal vivo, grazie agli interventi mozzafiato dei nostri ospiti sia online, grazie a tutti coloro che ci hanno seguito in streaming ed erano con noi su Twitter!

Noi ci siamo divertiti, abbiamo imparato tantissimo, abbiamo visitato Cesena e le sue meraviglie e..non vediamo l’ora di rifarlo!

Aspettando il WEFestival: la parola a Nava Swersky Sofer

Nava Swersky Sofer, israeliana, è una venture capitalist di grande esperienza, senior manager in aziende di successo dal Nord America all’Europa ed è riconosciuta in tutto il mondo come leader nel campo dell’innovazione, del venture capital e del trasferimento tecnologico. Inaugurerà la seconda giornata del Web Economy Festival e presterà la sua esperienza durante il Barcamp Speed Date, aiutando dieci sturtuppers a orientarsi bene nel mondo del business.

In attesa degli interventi della donna che ha reso la sua nazione, la nazione delle start up, l’abbiamo intervistata per voi.

Israele è considerata la “Start Up nation” perchè ha la più alta densità di start up nel mondo. Quale relazione c’è tra start up e la crescita del territorio intorno a loro?

Le startup fanno parte di un ecosistema di innovazione che costituisce il motore principale per la crescita economica di Israele. Ci sono circa 4.800 aziende attive nel campo tecnologico in Israele, con 600 nuove startup ogni anno. Ma le startup non crescono da sole. Esse richiedono imprenditori, tecnologie, strutture, persone e fondi. Israele ha tutto: uno spirito imprenditoriale che non ha eguali, tecnologie e laureati eccezionali provenienti dalle ottime università d’Israele, un sistema incubatore e altri programmi governativi a supporto delle nuove idee e della loro crescita, un’alta concentrazione di eccellenti lavoratori e la seconda più grande industria di Venture Capital del mondo, che investe ogni anno 1-2 miliardi di dollari in nuove aziende nel territorio.

Israele è al primo posto nel campo degli investimenti di Venture Capital pro capite, con 175 dollari a persona, nettamente superiore agli Stati Uniti che si classificano al secondo posto con 75 dollari a persona. Tutti questi fattori insieme formano l’ecosistema della “nazione delle startup”.

Che ruolo può avere la web economy per incrementare l’innovazione tecnologica nel territorio?

Il web ha permesso al mondo di accorciare le distanze e i tempi di comunicazione e innovazione. Creando la giusta atmosfera, la tecnologia e l’innovazione potranno prosperare in tutto il mondo e potranno connettere diversi hub facilmente e a basso costo.

Di cosa parlerà al web economy festival?

Israele, una piccola, nuova nazione costituitasi 65 anni fa con solo 600,000 persone, senza vicini amichevoli e senza risorse naturali si è trasformata in un faro per l’innovazione e in un modello di successo. Come? Vi racconterò la storia dell’innovazione d’Israele e come è diventata la “nazione delle stratup” nonostante le umili origini. Porterò in Italia alcune importanti insegnamenti tratti dalla storia del mio paese.  Mi aspetto una sessione molto interattiva che spero sarà più una discussione che una lezione: sarebbe perfetto se i partecipanti pensassero all’argomento che intendo trattare e si preparassero domande.

Beh, noi, solo leggendo queste poche righe, di domande ne abbiamo già tantissime! Non vediamo l’ora che Nava Swersky Sofer arrivi al #WEFestival: la sua esperienza e la sua modalità di raccontarcela lasciano presagire che i suoi interventi saranno un’esperienza incredibile!

 

Riportiamo qui sotto il testo originale.

Israele è considerata la “Start Up nation” perchè ha la più alta densità di start up nel mondo. Quale relazione c’è tra start up e la crescita del territorio intorno a loro?

Start-ups are part of the ecosystem of innovation which is a major engine of Israel’s economic growth. There are about 4,800 active technology-based companies in Israel, with 600 new start-ups every year. But start-ups don’t grow alone. They require entrepreneurs, technologies, facilities, people and funding. Israel has all of these: an unrivalled entrepreneurial spirit, excellent technologies from its top-class universities and their graduates, an incubator system and other government support programmes to enable new ideas to grow, a high concentration of excellent employees and the world’s second largest venture capital industry investing $US 1-2 Billion in new Israeli companies every year. Per capita, Israel ranks first in the world in venture capital investments – US$175 per person, much higher than the US, ranked second, with US$75 per person. All these factors together form the innovation ecosystem of the “start-up nation”. 

Che ruolo può avere la web economy per incrementare l’innovazione tecnologica nel territorio?

The web has enabled the world to grow closer and has shortened many of the timelines for communication and innovation. Creating the right atmosphere, technology and innovation can thrive anywhere on the globe and can connect with other hubs easily and at low cost.

Di cosa parlerà al web economy festival?

Israel, a small, new country formed 65 years ago with only 600,000 people, no friendly neighbours and no natural resources turned into a beacon of innovation and is a model of success. How? I will tell the story of Israeli innovation and how it became known as the “start-up nation”, despite very humble beginnings. I will then draw relevant lessons from the Israeli story to Italy and the region. I look forward to a highly interactive session which will I hope will be more of a moderated discussion than a lecture, so it would be great if the participants give some thought to the topic and prepare questions.

Aspettando il WEFestival: la parola a Michalis Vafopoulos

La news di oggi la dedichiamo a un’intervista a Michalis Vafopoulos, professore di Web Science all’Università Tecnica Nazionale di Atene (Grecia), che aprirà il WEFestival il 21 Marzo 2014 in Aula Magna di Psicologia a Cesena. Per tutti i dettaglia sulla prima giornata, leggete qui.

La Grecia e l’Italia sono state severamene colpite dalla crisi finanziaria ma stanno emergendo segni di un progresso economico positivo. Come può il Web aiutare a superare la crisi?

L’Italia e la Grecia non hanno ancora sfruttato al massimo le potenzialità del Web come catalizzatore di sviluppo economico. Le riforme nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni sociali sono una buona opportunità per i nostri Paesi per cavalcare l’onda degli Open Data e del Web 3.0 combinando la trasparenza finanziaria e l’innovazione.

Il progetto Web Economy Forum potrebbe essere applicato anche in Grecia?

Il Web Economy Forum è una grande iniziativa che stimola il dialogo tra i partecipanti e il suo concetto dovrebbe essere adottato sia in Grecia sia negli altri Paesi europei

Quale sarà l’argomento del suo intervento al Web Economy Festival?

Il mio intervento cercherà di fornire una panoramica dello stato attuale di Web Economy e di identificare le principali opportunità di business in questo ecosistema di trasformazione dinamica

Le brevi e chiare risposte di Michalis Vafopoulos ci hanno fatto venire ancora più voglia di ascoltarlo al Web Economy Festival durante la prima giornata, venerdì 21 Marzo 2014. Cosa aspettate? Iscivetevi qui!

 

Riportiamo qui il testo originale:

Greece and Italy are two countries hit severely by the financial crisis, but positive signs of economic progress are slowly emerging. Which role might be played by the web to overcome the crisis?

Italy and Greece have not yet fully exploited the potential of the Web as a catalyst in economic development. Reforms in public sector and social institutions is a good opportunity for our countries to jump on the wave of Open Data and Web 3.0 combining fiscal transparency with innovation.    

May the project Web Economy Forum adopted in Greece?

The Web Economy Forum is a great initiative that motivates the dialogue among all participants and its concept should be adopted in Greece and in the rest of European countries.  

What will be the topic of your Speech during the Web Economy Festival?

My speech will try to provide a panoramic view of the current state of the Web economy and to identify the main business opportunities in this dynamically transforming ecosystem.

Aspettando il WEFestival: la parola a Luca De Biase

Luca De Biase lo conoscete bene: è giornalista ed editor di innovazione per Il Sole 24 Ore, founder e caporedattore di Nova24 e presidente Fondazione Arhef per l’informazione sociale e tanto altro ancora.

Ma sapevate che è anche grazie al suo lavoro nel Comitato Scientifico che il progetto Web Economy Festival ha potuto realizzarsi?

Siccome abbiamo già cominciato il conto alla rovescia, abbiamo pensato di raccontarvi il WEFestival proprio con le parole di Luca De Biase, quando ha presentato così il progetto culturale del Festival presso le Camere di Commercio di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena il 4-5-6 giugno 2013.

[Quella in cui ci troviamo a vivere e ad agire, ndr] “E’ un’economia che assomiglia a un ecosistema planetario ed è glocale, perché il suo mercato è il mondo e la competitività è nell’unicità territoriale.
E’ un’economia sociale, perché la collaborazione è parte integrande della nuova organizzazione della produzione. Se si riesce a traguardare la trasformazione è soltanto scommettendo sulle grandi tendenze. E tra queste, ineludibile e fortemente connessa con la leggerezza, la glocalità e la socialità dell’economia emergente, c’è la crescente importanza dell’infrastruttura che si sviluppa intorno a internet. La web economy è conseguenza e causa della trasformazione. Si affronta soltanto con una visione e accettando la distruzione creativa che porta con sé per adattarsi ed evolvere. E’ una dimensione nella quale ogni visione si traduce in una pratica della sperimentazione di prodotti e modelli di business, che si incarna nella fioritura di startup e nella rigenerazione di imprese e industrie tradizionali.

E’ un’opportunità per trovare nuovi mercati e per modernizzare il territorio: perché è precisamente parallela alla globalizzazione, che è competizione di territori connessi. Il Web Economy Festival serve a prendere consapevolezza di questa grande trasformazione per passare all’azione. Incontrando persone che sappiano sintetizzare questa nuova prospettiva ed esemplificare i modi attraverso i quali interpretarla. E’ un momento di riflessione e socializzazione attraverso il quale si spera che gli abitanti di un territorio ricco e colto come la Romagna possano scoprire nuove fonti di energia innovativa.” (Per maggiori informazioni potete consultare le slide di Luca De Biase qui)

Un’ economia quindi che si rivolge al mondo e che può essere competitiva solo se riconosce le sue radici e crea le condizioni per la collaborazione tra i suoi attori. Un’ economia che si evolve sul e grazie al web, modificandosi e adattandosi al nuovo medium e alle persone che lo popolano. E il WEFestival come faro, per illuminare la via a coloro che entrano o che lasciano il porto verso nuovi orizzonti di mercato. 

Raccontato così, sembra proprio che il WEFestival si rivolga proprio a tutti! Noi abbiamo già segnato il 21, 22 e 23 Marzo sull’agenda, voi?